L’India potrebbe presto classificare Bitcoin come un asset regolamentato

Sembra che l’India, uno dei paesi che da sempre si è schierato contro le criptovalute, stiano ripensando alle sue posizioni, almeno per quanto riguarda Bitcoin. Almeno queste sono le indiscrezioni riportate dal quotidiano The New Indian Express, che parla anche di un probabile nuovo disegno di legge in materia di criptovalute.

In particolare la nuova normativa renderebbe il Bitcoin, almeno per la legislazione indiana, un vero e proprio asset finanziario, accettato a tutti gli effetti. Certo questa soluzione potrebbe non essere la migliore in termini fiscali, ma in ogni caso aiuterebbe a fare chiarezza in questo particolare settore.

La decisione dell’India potrebbe comunque giovare a Bitcoin e al mondo delle criptovalute, senza considerare che farebbe ritornare una certa normalità in un paese con un’economia piuttosto vivace. La mossa indiana arriva comunque sulla scia della decisione di El Salvador, che ha appunto legalizzato la valuta digitale più famosa al mondo.

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Arriverà una regolamentazione per Bitcoin?

Coma abbiamo detto l’India si sta preparando ad accettare ufficialmente i Bitcoin in un vero e proprio asset ufficializzato. Va detto che questa criptovaluta fino ad ora ha vissuto in un zona grigia, sicuramente legale nel paese, ma non può essere usato come valuta locale. Va detto però che i profitti degli investitori sono trattati esattamente come tasse sul capitale e, di conseguenza sono stati tassati.

La decisione indiana prende vita dopo la scelta di El Salvador, paese sudamericano che ha recentemente legalizzato il Bitcoin e il dollaro statunitense. Perciò possiamo tranquillamente affermare che questo particolare bene potrà essere scambiato per qualsiasi bene e servizio, analogamente a come venivano scambiati i dollari americani.

A questo proposito è al vaglio un disegno di legge del Governo indiano, proprio sulla regolamentazione delle criptovalute e sarà presentato in Parlamento durate la prossima sessione. Ovviamente anche gli esperti e gli addetti ai lavori sostengono questa posizione, arrivando anche ad affermare che, il nuovo comitato è piuttosto favorevole alle criptovalute e all’utilizzo di blockchain.

Grandi preoccupazioni

Nonostante la grande apertura dimostrata dall’India verso le criptovalute e verso Bitcoin, nel paese sono ancora presenti diversi detrattori delle valute digitali, che hanno presentato alcune preoccupazioni.

Sembra infatti che il governatore della Reserve Bank of India, Shakthikanta Das, abbia rilasciato dichiarazioni contrastanti. Infatti se da una parte si dice favorevole all’esplorazione dei regolamenti per integrare le criptovalute nell’economia indiana. Aggiungendo anche che sarebbe una scelta necessaria per mitigare i potenziali rischi derivanti dall’utilizzo di valute digitali.

Allo stesso tempo però si è detto molto preoccupato per tutti gli aspetti negativi legati alle criptovalute, come ad esempio la volatilità del mercato o le oscillazioni particolarmente repentine. Tuttavia una possibile regolamentazione rispetto a criptovalute e Bitcoin sarebbe un passo molto positivo per un paese che, pur avendo una popolazione molto alta, ma con un’economia ancora in difficoltà.

Cosa significa riconoscere i Bitcoin?

Ma se anche l’economia indiana si aprisse definitivamente al Bitcoin, cosa rappresenterebbe davvero questo cambiamento? In generale possiamo dire che si potranno comprare e vendere Bitcoin, esattamente come qualsiasi altro asset scambiato sui mercati economici.

Tuttavia vanno considerate molte altre implicazioni, che derivano soprattutto dalla differenza tra l’asset finanziario e la valuta stessa. Come abbiamo detto l’India, proprio come El Salvador, ha riconosciuto i Bitcoin come valuta legale.

Nel caso sudamericano è stato possibile approfittare di numerosi vantaggi. In particolare perché gli eventuali guadagni degli scambi di BTC generalmente non sono tassati, purché siano sotto una determinata soglia.

Questo contesto è del tutto simile a quello italiano per cui i privati hanno un limite non tassabile sulle criptovalute, che resta molto alto. Questo perché le valute digitali vengono considerate al pari delle valute straniere. Analizzando il caso dell’India invece le cose sono piuttosto differenti. Infatti considerare il Bitcoin come un qualsiasi altro asset finanziario, permetterà di sottoporre e tassazione gli eventuali guadagni.

Proprio questo aspetto dovrebbe essere inserito, in modo esplicito e comprensibile, nel disegno di legge in preparazione e che dovrebbe “legalizzare” i Bitcoin in India. Nonostante la tassazione è possibile notare come si stiano facendo grandi passi in avanti, soprattutto per il settore delle criptovalute. L’obiettivo di un’accettazione globale verso le valute digitali e i protocolli crittografici si sta quindi avvicinando, e questi risvolti positivi non possono che ripercuotersi anche su Bitcoin. Non solo, anche il prezzo del token potrebbe giovarne, facendo registrare un trend positivo per la criptovaluta più famosa.

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