Bitcoin, Cina censura utenti Weibo mentre altri paesi americani lo stanno adottando

La Cina, si sa, non ha mai tollerato le criptovalute. E, oltre a stare concretamente lanciando una versione nazionale da affiancare alla valuta corrente, in questi giorni sta intensificando la repressione del commercio e dell’estrazione di Bitcoin.

Infatti, sta bloccando molti account che si occupano di criptovalute sulla piattaforma Weibo, che per intenderci, è la versione cinese di Twitter.

Il governo cinese prevede ulteriori azioni di repressione, arrivando anche a collegare direttamente le attività crittografiche illegali che si tengono sul territorio cinese con il diritto penale.

Nel mese di Maggio, il consiglio di stato cinese ha promesso di reprimere l’estrazione e il trading di bitcoin, attraverso una campagna intensa contro le criptovalute. In risposta al fatto che 3 enti collegati al settore hanno vietato i servizi finanziari e di pagamento basati su criptovalute.

Lo scorso weekend, è stato negato l’accesso a diversi account Weibo che si occupano di criptovalute, con tanto di messaggio al seguito: “viola leggi e regole”.

“È un giorno del giudizio per le criptovalute KOL”, riferisce amareggiato un utente bitcoin di Weibo. Un vero opinion leader chiave (KOL), il cui nome del profilo è “Woman Dr. bitcoin mini”. Sabato è stato bloccato anche il suo conto principale.

“Il governo chiarisce che nessuna versione cinese di Elon Musk può esistere nel mercato delle criptovalute cinese“, ha affermato il professore a contratto della scuola di legge della New York University, Winston Ma. Riferendosi al fondatore di Tesla, un tempo appassionato di criptovalute.

Wiston Ma ha scritto un libro: The Digital War e si aspetta anche che la corte suprema cinese pubblichi presto un’interpretazione giudiziaria che potrebbe collegare le attività di mining e trading di criptovalute con il corpo del diritto penale cinese.

Secondo un regolatore finanziario, tale interpretazione affronterebbe l’ambiguità legale che ancora vige in Cina. La quale non ha permesso di identificare in modo chiaro le attività di trading di bitcoin nelle vesti di “operazioni illegali”.


Il blocco di Weibo arriva in concomitanza col fatto che i media cinesi stanno intensificando le segnalazioni contro il trading di criptovalute.

Inoltre, come fuoco incrociato, l’agenzia di stampa del governo cinese, Xinhua, ha pubblicato una serie di notizie che parlavano di molte truffe legate alle criptovalute.

L’emittente statale CCTV ha affermato che la criptovaluta è un bene solo leggermente regolamentato, spesso utilizzato in attività illegali come il mercato nero, il riciclaggio di denaro sporco, il contrabbando di armi, il gioco d’azzardo e lo spaccio di droga.

Il tutto mentre, parallelamente, la banca centrale cinese sta accelerando i test relativi ad una propria valuta digitale.

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Trump torna a tuonare contro il Bitcoin

Donald Trump non ha mai visto di buon occhio le criptovalute, e lo ha fatto capire più volte durante la sua presidenza. Con tweet vari ed eventuali, parlando di scam apertamente.

Ora, il Tycoon è tornato sull’argomento e lunedì 7 giugno ha dichiarato a FOX Business che Bitcoin sembra una “truffa” e l’euforia che circonda la più grande criptovaluta del mondo sta annacquando il dollaro USA.

“La valuta di questo mondo dovrebbe essere il dollaro. E non penso che dovremmo avere tutti i Bitcoin del mondo in circolazione. Penso che dovrebbero regolarli in modo molto, molto stringente”, ha detto Trump a Stuart Varney aggiungendo: “È toglie il vantaggio al dollaro e l’importanza del dollaro.”

Nell’ultimo periodo, Bitcoin è sceso dal suo record di $ 64.829 al livello di $ 36.000, ma è ancora in crescita di circa il 23% da inizio anno. Al contrario, l’indice del dollaro del Wall Street Journal è cambiato poco quest’anno.

Trump, durante il suo mandato alla Casa Bianca, ha sostenuto sia un dollaro debole che forte. Quando il dollaro è debole, è più attraente ed economico per i paesi stranieri acquistare beni statunitensi. Durante la sua lunga battaglia con la Cina, Trump ha spesso accusato la nazione di mantenere la sua valuta, lo yuan, intenzionalmente bassa per rendere le esportazioni più economiche.

Diversi stati dell’America centrale stanno adottando Bitcoin

Chissà Trump come l’ha presa sul fatto che diversi paesi dell’America centrale stanno adottando il Bitcoin. Del resto, è nota la volontà degli Usa di controllare ciò che accade nei paesi centro-meridionali del continente. E il dollaro è un potente mezzo per farlo.

Il membro del Congresso panamense, Gabriel Silva, ha infatti commentato la mossa di El Salvador di adottare Bitcoin come valuta. Lo ha fatto su Twitter e ha chiesto a Panama di fare lo stesso.

Silva ha affermato che Panama non può essere lasciata indietro e che il paese deve supportare la criptovaluta per essere un centro di tecnologia e imprenditorialità.

“Questo è importante. E Panama non può essere lasciata indietro. Se vogliamo essere un vero polo tecnologico e imprenditoriale, dobbiamo supportare le criptovalute. Stiamo preparando una proposta da presentare all’Assemblea.” Esortando gli esperti in materia a dare il proprio contributo.

I commenti di Silva sono stati in realtà una risposta diretta a un tweet del presidente di El Salvador, che ora sta spingendo un disegno di legge al congresso del paese per rendere Bitcoin a corso legale.

Silva segna il prossimo politico latinoamericano ad unirsi alla tendenza delle adozioni nella regione, dopo il presidente di El Salvador e un membro del Congresso del Paraguay.

Bitcoin sta in effetti diventando una possibile soluzione per i guai economici e finanziari di molti paesi. Anche il Paraguay ne ha deciso l’adozione e ciò potrebbe sempre più slegare questi paesi alla dipendenza americana.

Vi aggiorneremo sulla situazione di Bitcoin nei vari paesi.

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