SushiSwap dona 50.000 dollari in criptovalute all’associazione No Kid Hungry

La piattaforma di scambio di criptovalute SushiSwap è uno dei primi exchange a donare un’importante somma di denaro in beneficenza.

Certo non è l’unica organizzazione a ricevere questo tipo di supporto, ma l’importante è che le sovvenzioni interessano settori molto diversi. Alcuni includono il controllo della fame nel mondo, l’autismo, l’impatto climatico e ambientale dell’uomo, ma anche ricerca sul cancro, protezione degli animali e diversità della blockchain.

In ogni caso la donazione è stata portata a termina dallo sviluppatore principale di SushiSwap 0xMaki sotto forma di Ethereum. Cerchiamo di capire cosa ha mosso questa scelta e cosa comporta.

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La donazione di SushiSwap

La donazione di Ethereum fatta dall’exchange SushiSwap ammonta a 25 token di questa cripto, ovvero circa 50.000 dollari.

Il versamento è stato eseguito attraverso la piattaforma Giving Block, che permette alle organizzazioni senza scopo di lucro di accettare donazioni in criptovaluta.

A questo proposito l’associazione No Kid Hungry si è detta entusiasta, non solo per la donazione in sé, ma per il fatto che molti team di sviluppo di criptovalute hanno deciso di sposare cause importanti.

In ogni caso SushiSwap si è rivelato uno dei progetti di successo nel panorama della finanza decentralizzata. Il suo token nativo, SUSHI, ha raggiunto il picco di 20 dollari, producendo un guadagno di 30 volte rispetto al normale.

Di conseguenza, secondo le stime di No Kid Hugry, la donazione di SushiSwap riuscirà a fornire più di 500.000 pasti ai bambini che soffrono la fame.

Quotazione di SushiSwap: andamento e grafico

Ecco intanto la quotazione in tempo reale di SushiSwap:

The Giving Block

The Giving Block è una particolare piattaforma che consente alle organizzazioni senza scopo di lucro di accettare donazioni di criptovaluta.

È stata proprio lei a gestire il trasferimento di SushiSwap in favore di No Kid Hungry, ma non è la prima volta. Infatti Giving Block è stata scelta per mediare quasi tutte le donazioni eseguite fino a oggi, destinate a più di duecento organizzazioni.

Va poi detto che la stessa piattaforma offre informazioni e una guida dettagliata sui vantaggi fiscali legati alle criptovalute.

Questo sottolinea come sempre più associazioni senza scopo di lucro decidano di accettare sovvenzioni in valuta digitale. Inoltre, proprio a questo proposito, Giving Block ha promosso e lanciato diverse campagne di beneficenza, come #BitcoinTuesday e #GivingTesday, a cui hanno preso parte molte associazioni tra cui No Kid Hungry, Save the Children e The Tor Project.

Insomma gli exchange di criptovalute e piattaforme come Giving Block si stanno muovendo verso la beneficenza. Donazioni come questa possono quindi spingere altre organizzazioni a donare e altre ad accettare criptovalute.

No Kid Hungry

No Kid Hungry è un’associazione senza scopo di lucro cha di recente ha ricevuto un’importante donazione da parte di SushiSwap.

Ma di cosa si occupa esattamente quest’organizzazione? Possiamo dire che questo ente no profit si impegna a garantire ai minori cibo e istruzione.

La sua missione si è intensficata durante il Coronavirus e, dall’inizio della pandemia, No Kid Hungry ha fornito fondi e sovvenzioni a più di 1.800 istituti scolastici, per un valore che supera i 66 milioni di dollari. Ma l’organizzazione ha contribuito anche alla creazione di banche di cibo in tutti gli stati americani e ha servito quasi 1 miliardo di pasti, solo durante l’emergenza sanitaria.

Il supporto ricevuta dalla comunità delle criptovalute ha aiutato molte associazioni, No Kid Hungry compresa, aiutando milioni di bambini. Dimostrazione che l’impegno dei trader e degli sviluppatori di cripto è sinero e non si ferma a una sola organizzazione.

Donazioni di cripto e detrazioni

No Kid Hungry è entrata a far parte di quel gruppo di organizzazioni no profit che hanno iniziato ad accettare donazioni in criptovalute. Questa scelta, oltre a dimostrare l’interessamento del mondo della DeFi alla beneficenza, permette alle organizzazioni di ottenere alcune detrazioni fiscali.

A stabilirlo sarebbe la stessa normativa dell’Internal Revenue Service. Infatti secondo l’IRS le donazioni in criptovalute a organizzazioni no profit possono essere considerate come deducibili dalle tasse. Di conseguenza, proprio come per azioni e altre proprietà, non sono soggette a imposta sulle plusvalenze.

Questo potrebbe significare una maggiore attenzione verso questo settore da parte dello spazio crittografico, con un possibile crescita di donazioni di criptovalute.

C’è da dire che se il prezzo delle criptovalute continua a salire, aumenteranno anche le potenziali passività fiscali sulle plusvalenze. Perciò anche i donatori, oltre a fare del bene, possono compensare le tasse sulle plusvalenze quando guadagnano su una posizione.

Vi aggiorneremo sull’andamento di SushiSwap. Nel frattempo se volete investire in criptovalute in maniera sicura vi consigliamo eToro, un broker regolamentato con cui negoziare sulle principali criptovalute.

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