Dogecoin, co-fondatore accusa pesantemente le criptovalute

Jackson Palmer, co-creatore della criptovaluta che sta facendo maggiormente parlare di sé, Dogecoin, è tornato a pubblicare post su Twitter mercoledì scorso. E lo ha fatto in grande stile, con alcune parole dure sulle criptovalute in generale.

“Mi viene spesso chiesto se ‘ritornerò alla criptovaluta’ o inizierò a condividere regolarmente i miei nuovamente pensieri sull’argomento. La mia risposta è un “no” sincero”.

Nel 2013, Palmer e Billy Markus hanno creato Dogecoin partendo da un semplice scherzo basato sul meme “Doge”. Molto in voga in quel periodo su Facebook e Twitter, che ritraeva il cane di origini asiatiche shiba inu con frasi spesso senza senso e divertenti mimiche facciali.

Markus e Palmer, quindi, non intendevano prendere sul serio il Dogecoin. Che di fatto non ha una blockchain particolare alle spalle, ne aveva alcun progetto di sviluppo futuro. Era destinata a finire nel dimenticatoio di lì a poco, come altri progetti cripto.

Ed in effetti così fu, col Dogecoin che per anni è finito nel dimenticatoio, con valori di prezzo di pochi centesimi di dollaro. Tuttavia, ad inizio 2021 è decollato, tanto da diventare attualmente una delle prime 10 criptovalute per valore di mercato.

All’inizio di quest’anno, ha raggiunto il massimo storico di quasi 74 centesimi. Tuttavia, sia Markus che lo stesso Palmer, non ne hanno di certo approfittato, anzi non credono neanche più al mondo delle criptovalute. Ritenendo che alla fine non hanno fatto altro che sostituire il potere che intendevano far sparire.

A detta di Palmer, infatti, le criptovalute “si sono evolute per incorporare molte delle stesse istituzioni legate al sistema finanziario centralizzato esistente che presumibilmente intendevano sostituire”.

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Co-fondatore Dogecoin attacca le criptovalute

Palmer ha anche criticato il modo in cui le criptovalute vengono condivise e commercializzate. In un altro tweet, infatti, ha affermato che “l’industria delle criptovalute sfrutta una rete di losche connessioni commerciali, ha acquistato influencer e media pay-for-play per perpetuare un funnel del tipo ‘diventa ricco in fretta’ simile a un culto progettato per estorcere nuovo denaro da persone finanziariamente disperate e ingenue”.

Palmer ammette che questo tipo di “sfruttamento finanziario” esisteva prima della criptovaluta, ma afferma di credere ancora che l’industria delle criptovalute danneggi le persone “medie” che vi aderiscono. Crede anche che sia suscettibile di frode, proprio come ritengono molti critici nei confronti delle criptovalute.

In risposta al thread di Palmer, Markus, l’altro co-creatore di Dogecoin, ha twittato che “i punti di Palmer sono generalmente validi”. Markus è concorde col fatto che “esistono molte persone terribili coinvolte nello spazio crittografico, e capisco perfettamente perché si sentirebbe negativo a riguardo”. Poi ha continuato: “Capisco la sua prospettiva ed entrambi abbiamo visto principalmente il lato negativo di tutto questo”, ha poi scritto in un altro tweet.

Markus rispetto a Palmer in questi anni è stato molto più attivo sui social media, nonostante non sia attualmente coinvolto nello sviluppo di dogecoin.

Markus, riguardo il Dogecoin, ha infine ammesso: “L’idea ha a funzionato ed è per questo che la comunità dogecoin mantiene ancora costantemente la sua presenza”.

In Corea del sud studenti pagati in criptovalute per le loro feci

Intanto dalla sempre innovativa Corea del sud arriva un nuovo progetto, con quella originalità che pure li contraddistingue.

L’Istituto nazionale di scienza e tecnologia di Ulsan ha inventato la toilette “BeeVi”, con lo scopo di alimentare una parte di un edificio universitario con feci umani.

Gli studenti vengono incentivati ad usare questo particolare Wc avendo in cambio una valuta virtuale con la quale possono acquistare bevande, frutta alla mensa o libri.

Cho Jae-weon, colui che ha inventato questa particolare toilette, ha dichiarato: “Se pensiamo fuori dagli schemi, le feci hanno un valore prezioso per produrre energia e letame”.

In realtà, è già da tempo che gli escrementi sono considerati una fonte di energia. Idea sempre più in voga alla luce anche della ricerca di energie rinnovabili alternative.

Nel 2019, per esempio, la BMW ha annunciato che stava collaborando con un caseificio per aiutare a ricaricare le auto elettriche in California con le feci di mucca. Nel 2012, lo zoo di Denver ha alimentato un veicolo con sterco animale.

Ma come funziona la toilette BeeVi? In pratica, gli escrementi vengono pompati sotto vuoto in un serbatoio sotterraneo per risparmiare acqua. I rifiuti vengono scomposti dai microrganismi e diventano gas metano, che funge quindi da fonte di energia destinata ad alimentare una stufa a gas, una caldaia per l’acqua calda e una cella a combustibile ad ossido solido.

Il suo nome è la combinazione tra le parole “ape” e “visione”.

Veniamo alla ricompensa. Gli studenti guadagnano 10 unità di una valuta digitale chiamata “Ggool” – traducibile in “miele” in coreano – ogni volta che usano il bagno.

Dopodiché, gli studenti scansionano un codice QR nel campus per pagare le merci.

Cho ha anche fatto un calcolo: una persona media defeca circa 500 grammi di feci al giorno. Questi rifiuti possono essere convertiti in un quantitativo di gas metano, e quindi di energia elettrica, per sostenere il viaggio di un’auto per tre quarti di miglio.

Gli studenti sudcoreani, molto avvezzi alle tecnologie dato che vivono in un paese che ha dato i natali a colossi come Samsung o Lg, ed è uno dei principali paesi che utilizzano le criptovalute, sono per la maggior parte felici del progetto. Uno di loro, intervistato da Reuters, ha dichiarato: “avevo sempre pensato che le feci siano sporche, ma ora le considero un tesoro di grande valore per me”.

Vi aggiorneremo su tutte le novità di Dogecoin. Nel frattempo se volete investire in criptovalute con piattaforme sicure vi consigliamo eToro, un broker regolamentato con cui negoziare sulle principali criptovalute.

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