Criptovalute: l’India potrebbe diventare un colosso della finanza grazie alle valute digitali

Secondo alcuni analisti l’India sarebbe in grado di guidare la crescita e l’innovazione della finanza, ma prima deve approvare ufficialmente una politica favorevole alle criptovalute.

Infatti nonostante le valute digitali vengano normalmente utilizzate, sembra stiano circolando delle voci circa un potenziale blocco delle criptovalute. Ma proprio il largo impiego di valuta digitale potrebbe spingere la classe politica a comprendere le reali potenzialità di questo settore, avviando una trasformazione che per l’India sarebbe più che positiva.

Insomma le criptovalute hanno una valenza economica paragonabile a quella dell’arrivo di internet negli anni ’90 e, visto l’impegno e in ambito fintech dell’India, lo stato potrebbe tranquillamente guidare il cambiamento e diventare una delle più grandi potenze finanziarie esistenti.

Scopriamo come potrebbero cambiare le cose e se le criptovalute faranno il loro ingresso ufficiale nei mercati indiani.

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India e sviluppo finanziario

Lo sviluppo economico dell’India soprattutto negli ultimi 30 anni, si è focalizzato sul settore dell’ITeS e della finanza tecnologica. Questo ha permesso allo stato di incrementare la sua ricchezza e di puntare a raggiungimento di un’economia da quasi 5 trilioni di dollari.

Di conseguenza se l’India vuole davvero trasformarsi in un colosso finanziario, non può ignorare il mercato delle criptovalute per due motivi fondamentali.

L’Indica potrebbe aprire alle criptovalute?

Infatti ignorare un settore come quello delle valute digitali, che vale quasi 2 trilioni, comprometterebbe sia le posizioni che gli obiettivi a cui sta puntando l’India. D’altra parte implementare una politica di che comprenda anche strumenti come le criptovalute, può avere un impatto positivo sull’infrastruttura finanziaria indiana rafforzandola e, allo stesso tempo, salvaguardare la sicurezza nazionale.

Infatti implementare un sistema crittografico o a blockchain conferirebbe sicurezza, contribuendo a scoraggiare le frodi finanziare, rafforzare la politica monetaria e attrarre capitali internazionali. In questo modo si riuscirebbe a creare maggiori opportunità lavorative, mantenendo le capacità tecnologiche indiane all’interno dei propri territori, e rendendo la nazione una vera e propria potenza globale.

L’apertura dell’India alle criptovalute quindi potrebbe sia salvaguardare il posizionamento finanziario globale dello stato, sia ridurre la dipendenza da altre potenze non indiane. Inoltre una piattaforma finanziaria decentralizzata aiuterebbe l’India a ridurre anche problematiche legate alla sicurezza informatica e digitale.

Se così fosse le reti e le piattaforme indiane non potranno più essere bloccate da singoli paesi, nemmeno in situazioni di conflitto o difficoltà.

Criptovalute e politica indiana

Le criptovalute possono quindi essere una buona scelta per l’India, non solo per le ragioni sopra elencate, ma anche perché potrebbero rafforzare lo stato stesso.

Infatti utilizzando criptovalute come Bitcoin o Ethereum, L’india sarebbe in grado di consolidare la propria politica monetaria, arrivando perfino a colmare la lacuna che ha rispetto alle altre potenza della finanza decentralizzata.

Questo sarebbe possibile perché le infrastrutture crittografiche permettono transazioni digitali più veloci e dirette rispetto a quelle attuali, ma soprattutto le operazioni possono essere tracciate. Si possono così evitare casi di frodi finanziarie o altre attività fraudolente.

Oltre a questo, scegliendo di implementare le criptovalute, l’India potrebbe costruire un sistema finanziario multiforme, capace di aumentare le funzionalità e migliorare il sistema tradizionale. Perciò possiamo dire che la contabilità basata su Blockchain ha il potenziale per consentire alle autorità di monitorare le attività finanziarie e condurre la gestione del rischio senza problemi.

L’India apre alle criptovalute?

Tutti sappiamo come la pandemia abbia colpito duramente molti mercati, compreso quello dell’India, ma lo stesso non si può dire per le criptovalute. Infatti nonostante la crisi globale, il settore crittografiche e delle valute digitali, non solo ha resistito, ma ha prodotto una grande quantità di posti di lavoro di diversa tipologia.

Attualmente esistono più di 300 StartUp che, grazie all’espansione nel settore delle criptovalute, sono riuscite a generare centinaia di milioni di dollari di fatturato e moltissimi posti di lavoro nella finanza decentralizzata.

Questo sviluppo arriverà inevitabilmente anche in India e porterà con sé moltissime opportunità per i giovani talenti tecnologici indiani, permettendo un grande balzo in avanti per tutta la comunità indiana.

A questo proposito è bene ricordare che ci sono stati due avvenimenti capaci di favorire l’adozione delle criptovalute in India. Il primo è il Coronavirus, che ha spinto molte azienda verso le valute digitali, e l’altro è il verdetto della Corte Suprema rispetto al mercato crittografico.

La precaria situazione post pandemia ha convinto molti indiani disoccupati a investire sulle criptovalute per racimolare un guadagno secondario. Questa tendenza viene riscontrata anche a livello internazionale, basti pensare a colossi come PayPal che vuole lanciare una stablecoin o Square che hanno visto il potenziale delle criptovalute e si sono convinti ad adottarle.

Vi aggiorneremo sulle novità della situazione indiana legata alle crypto. Nel frattempo se volete investire in criptovalute con piattaforme sicure vi consigliamo eToro, un broker regolamentato con cui negoziare sulle principali criptovalute.

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