Monero, arrestato Riccardo Spagni: quali conseguenze per criptovaluta?

Riccardo Spagni, l’ex former maintainer (in italiano traducibile con manutentore) della tanto discussa criptovaluta Monero (XMR), è stato arrestato a Nashville, nel Tennessee. L’accusa è di frode avvenuta in Sudafrica tra il 2009 e il 2011.

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Spagni era a bordo di un jet privato quando è stato arrestato, in direzione Los Cabos. Messico. Il velivolo stava facendo una sosta programmata per il rifornimento di carburante. Proveniva da New York City. Attualmente è sotto la custodia del procuratore generale degli Stati Uniti.

E’ stato lo stesso governo sudafricano a richiedere l’arresto nonché l’estradizione di Spagni per i reati ascrittigli ivi commessi.

Occorre comunque specificare che le accuse rivolte a Spagni non sono legate alla criptovaluta che curava, Monero appunto. Già nell’occhio del ciclone poiché accusata a sua volta di essere usata per attività illecite per la privacy che garantisce. Come riciclaggio di denaro sporco, compravendita di armi e finanziamenti a gruppi terroristici.

Spagni avrebbe commesso quegli abusi nel corso del suo precedente impiego come responsabile informatico presso una società chiamata Cape Cookies.

Questo è quanto contenuto nell’atto del tribunale che ne ha sancito l’arresto:

Come dipendente di Cape Cookies, SPAGNI ha intercettato fatture da un’altra società, Ensync, relative a beni e servizi informatici forniti da Cape Cookies. SPAGNI ha usato consapevolmente informazioni false per fabbricare fatture simili che pretendevano di essere di Ensync, basandosi su dettagli tra cui il numero di imposta sul valore aggiunto (IVA) di questa società e le informazioni sul conto bancario. SPAGNI ha poi gonfiato i prezzi dei beni e/o servizi”.

Il governo del Sudafrica sostiene che le fatture non contenevano il vero conto corrente di Ensync, ma piuttosto un conto bancario aperto e controllato interamente da Spagni.

Nel frattempo, l’avvocato ad interim degli Stati Uniti Mary Jane Stewart ha chiesto al tribunale di negare qualsiasi richiesta di cauzione da parte di Spagni “in attesa della risoluzione di questo procedimento di estradizione”.

Spagni viene descritto come un personaggio che potrebbe fuggire per evitare accuse. Si ritiene che abbia “risorse crittografiche significative” e un orologio del valore di $ 800.000.

L’udienza è prevista per il 5 agosto e sarà determinante per capire se sarà trattenuto in attesa del processo. Qualora l’estradizione in Sudafrica dovesse andare in porto, Spagni rischia fino a 20 anni di carcere nel paese che ha dato i natali al mito Nelson Mandela.

Spagni e Monero: le ripercussioni sulla quotazione

Per il resto, di Spagni si sa che è coinvolto nel mercato delle criptovalute da una decina di anni ed è attivo su Twitter con lo pseudonimo @FluffyPony. Account fermo da quando è stato arrestato in data 20 luglio, sebbene la notizia sia stata data solo adesso.

Non ha più legami con Monero dal dicembre 2019, periodo nel quale si è dimesso dal ruolo di capo manutentore di Monero.

La notizia non ha lasciato indisturbato il prezzo della criptovaluta Monero. Del resto, sappiamo quanto le cryptocurrency siano sensibilissime ad ogni notizia, in un senso o nell’altro.

Infatti, il prezzo di Monero è passato dal primo agosto al tre agosto da 208 euro a 194 euro e non si è escluso che il ribasso possa proseguire ulteriormente.

Soprattutto se Spagni dovesse essere estradato e condannato e se dovesse vendere le criptovalute in suo possesso (a quanto pare non poche sebbene una cifra non sia stata data ufficialmente). E, presumibilmente, dovrebbe trattarsi proprio di Monero, visto che vi ha collaborato per diversi anni e forse ha ricevuto una congrua liquidazione per quanto svolto.

Infine, ancora più giù potrebbe andare il prezzo di Monero se l’inchiesta su Spagni dovesse portare alla scoperta di attività illecite legate proprio alla criptovaluta.

Potrebbe così innescarsi un effetto domino con molti possessori che preferiranno posizionarsi short e disfarsene. Il che, come noto, provoca un crollo del prezzo.

Monero è al momento della scrittura al 27mo posto per capitalizzazione di mercato e da tempo è fuori dalla Top Ten. Posizionamento che ha rivestito per alcuni anni, essendo una criptovaluta molto ambita. Ha ceduto il passo soprattutto alle criptovalute legate alla DeFi, che da inizio 2021 hanno vissuto un grande risveglio.

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Miami lancia la sua criptovaluta

Intanto, restando sempre negli Usa, Miami, che già sta assumendo sempre più le sembianze di una Silicon Valley sta per lanciare una sua criptovaluta.

Infatti, la sfavillante città di Miami presenterà una criptovaluta quest’estate per aiutare a raccogliere ulteriori finanziamenti per progetti locali.

Secondo diversi rapporti, la forma di pagamento in criptovaluta di Miami, MiamiCoin, dovrebbe fare il suo debutto questo mese.

Il sito Web ufficiale di CityCoin per MiamiCoin presenta così il suo progetto:

MiamiCoin è il primo CityCoin sul mercato, [ed è] costruito per supportare la Magic City mentre premia i suoi possessori attraverso il protocollo Stacks

Proprio il sindaco della città di Miami, Francis Suarez, è stato un grande sostenitore della promozione della criptovaluta e del bitcoin nella “Magic city”

La notizia della prima forma di criptovaluta di Miami arriva sulla scia della recente spinta di Suarez per la forma di pagamento elettronico, nonché dell’approvazione della NBA per nominare la sede della squadra di Miami: Heat FTX Arena.

Inoltre, questa notizia arriva pochi mesi dopo che Miami ha ospitato la più grande conferenza sulla criptovaluta fino ad oggi, Bitcoin 2021, in cui alcuni dei più grandi nomi della tecnologia, come il co-fondatore e CEO di Twitter e Square Jack Dorsey, erano i relatori principali.

Secondo un rapporto di Newsweek, Suarez ha recentemente affermato che

La città di Miami potrebbe finire per guadagnare milioni di dollari a causa della popolarità di MiamiCoin, perché ovviamente Miami è diventata la capitale mondiale dei Bitcoin

Il sindaco di Miami è stato così entusiasta della spinta all’hub tecnologico nel sud della Florida, che ha persino ospitato la sua conferenza sulla criptovaluta lo scorso giugno, secondo il suo Instagram.

Secondo il sito Web di MiamiCoin, la criptovaluta sarà alimentata da “Stacks”, un protocollo che abilita contratti intelligenti sulla rete Bitcoin.

Il sito Web afferma che chiunque può collaborare per estrarre MiamiCoin inoltrando i propri token STX attraverso il protocollo. Il 30% degli STX inoltrati dai miners verrà indirizzato verso un portafoglio riservato a Miami e il restante 70% può essere impilato per produrre STX e BTC.

Vi aggiorneremo sulla situazione di Monero e le criptovalute. Nel frattempo se volete investire in criptovalute con piattaforme sicure vi consigliamo eToro, un broker regolamentato con cui negoziare sulle principali criptovalute.

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