Bitcoin oggi: prezzo verso i 70.000$ tra tensioni geopolitiche e orotokenizzato

Aprire il 2 marzo con Bitcoin a $66.600 e un Fear & Greed Index a 10 dice già tutto sul clima del mercato in questo momento. Estrema paura, come recita l’indicatore. E non è difficile capire perché.

Nel weekend appena trascorso, le operazioni militari di USA e Israele contro l’Iran hanno fatto tremare i mercati globali.

Il Nasdaq e l’S&P 500 hanno chiuso febbraio con i peggiori cali mensili da marzo 2025. Bitcoin è scivolato fino a $63.000 prima di rimbalzare, Ethereum ha perso l’1,74% portandosi a $1.969, ancora sotto la soglia simbolica dei duemila dollari.

Eppure, tra i danni del weekend, è emerso qualcosa di interessante. Con i mercati fisici dell’oro chiusi, sono stati i token on-chain, XAUT e PAXG, a fare price discovery.

PAX Gold ha toccato $5.416, salendo dell’1,18%. Per la prima volta in modo così evidente, la finanza decentralizzata ha assunto un ruolo operativo nel sistema globale: non un esperimento, ma un meccanismo funzionante, attivo quando i mercati tradizionali dormono.

Se vuoi capire dove siamo nel ciclo di mercato, e dove potremmo andare, questo è il momento di guardare oltre il dato di prezzo.

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Crollo e Ripresa: cosa è successo nel weekend?

Andiamo a vedere cosa è successo nel mercato.

Lo shock geopolitico: BTC a $63.000

Le notizie sull’escalation militare tra USA, Israele e Iran sono arrivate nel weekend, quando i mercati crypto, unici aperti H24, hanno dovuto metabolizzare da soli l’impatto.

Bitcoin è scivolato fino a $63.000, un calo brusco ma non disordinato. Nessun sell-off a cascata, nessuna liquidazione massiccia come in altri episodi di crisi del passato recente.

Grafico Bitcoin - 02 03 2026

Gli analisti di KuCoin l’hanno definito “relativamente gestibile” rispetto alle precedenti ondate geopolitiche. È un segnale di maturazione: la base di investitori che oggi tiene Bitcoin, tra cui fondi istituzionali e ETF, ha una soglia di panico più alta rispetto al retail del ciclo precedente.

Gold tokenizzato: quando la DeFi fa price discovery

La vera sorpresa del weekend è stata PAXG, PAX Gold, il token ancorato 1:1 a un’oncia d’oro fisico detenuto in custodia.

Con i mercati dell’oro fisico chiusi, PAXG ha brevemente superato $5.416 e ha svolto il ruolo di riferimento di prezzo per l’intero mercato dell’oro. Stesso discorso per XAUT, il token di Tether sull’oro.

Grafico PAX Gold / USD - 02 Marzo 2026



Non è una curiosità tecnica. È la dimostrazione pratica che i mercati on-chain possono già oggi riempire i vuoti lasciati dai mercati tradizionali.

E, nel contesto della narrativa di “tokenization supercycle” promossa da Bernstein come driver del prossimo rialzo crypto, questo episodio offre una prova concreta del potenziale.

Il rapporto BTC/Gold: siamo vicini al bottom?

Molto spesso per guardare le atlcoin si usa ETH in rapporto a BTC. Può essere quindi interessante analizzare BTC non in dollari ma in oro, ovvero quante once d’oro vale un Bitcoin. Questo porta a conclusioni molto diverse dalla classica analisi in USD.

In questi termini, il picco del ciclo attuale è avvenuto a Gennaio 2025, come vediamo nel grafico:

BTC Gold Ratio: grafico 02 MArzo 2026

Applicando la durata storica dei mercati ribassisti (12-13 mesi), il bottom in termini di oro cade intorno a febbraio 2026. Potremmo essere già lì. O comunque molto vicini.

In dollari, invece, la storia è diversa. Il picco in USD è stato a ottobre 2025, con BTC attorno ai $126.000. Lo stesso modello proietta un potenziale bottom a fine 2026, un orizzonte ben più lontano.

Istituzionali: outflows ETF ma l’ultima settimana….

I fondi spot in Bitcoin hanno registrato deflussi per circa $7,8 miliardi da novembre 2025, circa il 12% delle masse totali di $61,6 miliardi. Una parte di questi deflussi riflette la chiusura di posizioni speculative; un’altra parte è rotazione verso l’oro e asset difensivi in un contesto macro sempre più incerto.

Ma ci sono anche quelli che comprano. Mubadala Investment Company, fondo sovrano di Abu Dhabi, e Al Warda Investments hanno entrambi aumentato l’esposizione agli ETF spot Bitcoin a metà febbraio, nel pieno della pressione ribassista.

I fondi sovrani che accumulano nelle fasi di debolezza sono storicamente uno dei segnali più affidabili di una base di mercato in costruzione.

.Ma Bitcoin, nonostante tutto, non si è rotto. Ha tenuto $63.000 come supporto e ha rimbalzato.

E la scorsa settimana, come vediamo dai dati su SoSoValue:

ETF Spot: afflussi netti 02 Marzo 2026

abbiamo avuto la prima settimana positiva con circa 800 milioni di afflussi netti positivi.

l mercato di breve è nervoso; i fondamentali di lungo continuano a costruirsi in silenzio.

Prospettive di breve: range 54.000$ -72.000$

I trader di opzioni scommettono su un Marzo compresso tra $54.000 e $72.000. Un range ampio, ma che racconta bene l’incertezza del momento. Il supporto a $63.000 ha retto. La resistenza a $72.000 è il livello da superare per parlare di ripresa strutturale.

Le variabili che potrebbero spostare l’equilibrio? Prima di tutto l’evoluzione geopolitica: un de-escalation potrebbe liberare I mercati dall’incertezza.. Poi le prossime letture macro americane e le decisioni Fed sui tassi. Infine, non secondario.il comportamento degli istituzionali nei prossimi giorni.

La paura è alta, i prezzi sono compressi, gli smart money stanno accumulando. Storicamente, questa è la combinazione che precede le fasi di rimbalzo più significative, anche se i tempi sono, come sempre, incerti.

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